EN 10204:2004

EN 10204:2004 3.1: cos'è, contenuti obbligatori e quando richiederlo al fornitore

La norma europea EN 10204:2004 - Prodotti metallici - Tipi di documenti di controllo definisce in modo univoco quali certificati il produttore deve consegnare all'acquirente per attestare le caratteristiche dei prodotti metallici forniti. Si applica a tubi, raccordi, lamiere, barre, forgiati e fusi destinati a settori in cui la tracciabilità del materiale non è opzionale: navale, chimico, petrolchimico, oil & gas, farmaceutico, alimentare.

EN 10204:2004
La EN 10204:2004 è la norma europea che codifica i documenti di controllo emessi dal produttore di prodotti metallici. Ha sostituito la versione 1991 e oggi prevede quattro tipi: 2.1, 2.2, 3.1, 3.2.
certificato 3.1
Il certificato 3.1 riporta prove specifiche sul lotto consegnato ed è firmato da un responsabile qualità del produttore indipendente dal reparto di produzione. Il 3.2 aggiunge la controfirma di un ente terzo notificato.
PED 2014/68/UE
In ambito UE il 3.1 è il riferimento minimo per attrezzature in pressione coperte dalla direttiva PED 2014/68/UE, in vigore dal 19 luglio 2016.

In sintesi

  • La EN 10204:2004 è la norma europea che codifica i documenti di controllo emessi dal produttore di prodotti metallici. Ha sostituito la versione 1991 e oggi prevede quattro tipi: 2.1, 2.2, 3.1, 3.2.
  • Il certificato 3.1 riporta prove specifiche sul lotto consegnato ed è firmato da un responsabile qualità del produttore indipendente dal reparto di produzione. Il 3.2 aggiunge la controfirma di un ente terzo notificato.
  • In ambito UE il 3.1 è il riferimento minimo per attrezzature in pressione coperte dalla direttiva PED 2014/68/UE, in vigore dal 19 luglio 2016.
  • Tre elementi distinguono un 3.1 conforme: numero di colata, firma del responsabile qualità indipendente, tracciabilità diretta tra lotto consegnato e materiale di acciaieria.
  • AERTUBI rilascia, su richiesta, il certificato 3.1 su richiesta su tutti i raccordi in AISI 316L (1.4404) e AISI 316Ti (1.4571), con copertura ISO 9001:2015 Kiwa Cermet.

EN 10204:2004: la norma europea sui documenti di controllo

La norma europea EN 10204:2004 - Prodotti metallici - Tipi di documenti di controllo definisce in modo univoco quali certificati il produttore deve consegnare all'acquirente per attestare le caratteristiche dei prodotti metallici forniti. Si applica a tubi, raccordi, lamiere, barre, forgiati e fusi destinati a settori in cui la tracciabilità del materiale non è opzionale: navale, chimico, petrolchimico, oil & gas, farmaceutico, alimentare.

L'attuale versione 2004 ha sostituito la EN 10204:1991, che prevedeva sette tipi (2.1, 2.2, 2.3, 3.1A, 3.1B, 3.1C, 3.2). La revisione ha ridotto la classificazione a quattro tipi, eliminando ambiguità sul ruolo del firmatario e sulla natura delle prove. La radice storica è la norma tedesca DIN 50049, recepita a livello europeo nel 1991 e riformulata nel 2004.

Per l'ufficio acquisti e per il responsabile qualità il punto pratico è uno: il tipo di certificato richiesto in ordine determina chi firma, su quale materiale sono state eseguite le prove e quale livello di controllo terzo è coinvolto. Una scelta sbagliata in fase di capitolato si paga in audit, in qualifica fornitore o in fase di accettazione merce.

In sintesi

01

La EN 10204:2004 è la norma europea che codifica i documenti di controllo emessi dal produttore di prodotti metallici. Ha sostituito la versione 1991 e oggi prevede quattro tipi: 2.1, 2.2, 3.1, 3.2.

02

Il certificato 3.1 riporta prove specifiche sul lotto consegnato ed è firmato da un responsabile qualità del produttore indipendente dal reparto di produzione. Il 3.2 aggiunge la controfirma di un ente terzo notificato.

03

In ambito UE il 3.1 è il riferimento minimo per attrezzature in pressione coperte dalla direttiva PED 2014/68/UE, in vigore dal 19 luglio 2016.

04

Tre elementi distinguono un 3.1 conforme: numero di colata, firma del responsabile qualità indipendente, tracciabilità diretta tra lotto consegnato e materiale di acciaieria.

I quattro tipi di certificato a confronto

2.1

Dichiarazione di conformità all'ordine

Produttore - Nessuna prova specifica - No

2.2

Rapporto di prova non specifico

Produttore - Prove non specifiche su campioni rappresentativi del processo - No

3.1

Certificato di collaudo specifico

Rappresentante qualità del produttore indipendente dalla produzione - Prove specifiche sul lotto fornito - Sì, riferito alla colata

3.2

Certificato di collaudo con ispettore terza parte

Rappresentante qualità del produttore + ispettore di ente notificato o del committente - Prove specifiche sul lotto + verifica indipendente - Sì, doppia firma

I quattro tipi di certificato a confronto

TipoDenominazioneChi convalidaProveRiferimento al lotto consegnato
2.1Dichiarazione di conformità all'ordineProduttoreNessuna prova specificaNo
2.2Rapporto di prova non specificoProduttoreProve non specifiche su campioni rappresentativi del processoNo
3.1Certificato di collaudo specificoRappresentante qualità del produttore indipendente dalla produzioneProve specifiche sul lotto fornitoSì, riferito alla colata
3.2Certificato di collaudo con ispettore terza parteRappresentante qualità del produttore + ispettore di ente notificato o del committenteProve specifiche sul lotto + verifica indipendenteSì, doppia firma

La logica della tabella è progressiva. Si parte da una dichiarazione formale (2.1) priva di prove, si sale a un rapporto di prove eseguite dal produttore ma non riferite al lotto effettivamente consegnato (2.2), si arriva al certificato di collaudo specifico (3.1) e infine all'unica forma con validazione esterna (3.2). Più si sale, più cresce la garanzia documentale per chi compra; salgono in proporzione costo e tempi.

Cosa significa nella pratica ciascun tipo

Tipo 2.1 - Dichiarazione di conformità all'ordine

Il produttore dichiara per iscritto che i prodotti rispettano le condizioni d'ordine. Non vengono allegate prove. È la forma più leggera, accettabile solo per applicazioni non critiche e mai sufficiente in capitolati industriali, navali o chimici.

Tipo 2.2 - Rapporto di prova non specifico

Il produttore allega risultati di prove eseguite secondo le proprie procedure interne, ma su campioni rappresentativi del processo, non sulla colata consegnata. Per il responsabile qualità questo significa avere dati di processo, non dati sul materiale ricevuto. Va bene per usi industriali generici, raramente per linee in pressione o tracciabilità auditabile.

Tipo 3.1 - Certificato di collaudo specifico

È il riferimento minimo per il B2B tecnico industriale serio. Il certificato riporta prove eseguite sul lotto effettivamente consegnato (specific testing) e identifica univocamente la colata di acciaieria. La firma è del rappresentante qualità del produttore, esplicitamente indipendente dal reparto produttivo: requisito non opzionale, ma vincolante secondo la norma. È quello che la maggior parte dei capitolati EPC, navali e chimici richiede di default.

Tipo 3.2 - Certificato di collaudo con ispettore terza parte

Stesse prove e stesso contenuto del 3.1, con in più la controfirma di un ispettore esterno: ente di classificazione (RINA, Lloyd's Register, DNV, ABS, Bureau Veritas), ente notificato in regime PED o ispettore tecnico nominato dal committente. Si usa quando il capitolato lo richiede esplicitamente, tipicamente per applicazioni a rischio elevato o per attrezzature in pressione di categoria superiore.

Cosa contiene un certificato 3.1 conforme

Un certificato EN 10204:2004 tipo 3.1 leggibile in audit deve riportare un nucleo di informazioni non negoziabili.

  • Identificazione del produttore: ragione sociale, sede, riferimenti del sistema qualità (es. ISO 9001:2015 con ente di certificazione e numero di registrazione).
  • Numero di colata (heat number): identificativo univoco della colata di acciaieria. Permette di risalire alla materia prima.
  • Identificazione del prodotto: codice articolo, descrizione, dimensioni nominali, tolleranze, quantità, riferimenti d'ordine cliente.
  • Norma e materiale: per esempio AISI 316L (1.4404) secondo ASTM A276 / EN 10088-3, oppure AISI 316Ti (1.4571).
  • Composizione chimica: percentuali di C, Si, Mn, P, S, Cr, Ni, Mo, N, Ti, Cu rispetto ai limiti di norma.
  • Proprietà meccaniche: carico di rottura Rm, snervamento Rp0,2, allungamento A, durezza HB o HRB, eventualmente resilienza KV.
  • Trattamenti termici: ad esempio solubilizzazione per AISI 316L.
  • Prove non distruttive: PT (liquidi penetranti), UT (ultrasuoni), RT (radiografia), quando applicabili.
  • Marcatura: come il prodotto è stato marcato per garantire la rintracciabilità fisica.
  • Firma e qualifica del responsabile qualità indipendente, con dichiarazione esplicita di indipendenza dalla produzione e numero di registro o protocollo aziendale.

Manca uno di questi elementi? Il certificato non è formalmente conforme alla EN 10204:2004 e non regge un audit di terza parte. È un punto su cui i lead auditor ISO 9001 e gli ispettori RINA non transigono.

close-up signature responsabile qualità on certificate
close-up signature responsabile qualità on certificate
comparison 2.1 vs 2.2 vs 3.1 vs 3.2 documents
comparison 2.1 vs 2.2 vs 3.1 vs 3.2 documents
barcode lot tracking detail on raccordo
barcode lot tracking detail on raccordo

Quando il 3.1 è obbligatorio: settori e capitolati

La norma in sé non dice quale tipo di certificato sia richiesto: lo decide il capitolato d'ordine, la legge di settore o la direttiva applicabile. Nella pratica industriale italiana ed europea il 3.1 è il riferimento minimo nei contesti seguenti.

  • Attrezzature a pressione UE (PED 2014/68/UE). La direttiva, in vigore dal 19 luglio 2016 e applicabile alla progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature a pressione con pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar, classifica le attrezzature in quattro categorie di rischio (I-IV). Per i materiali utilizzati nei componenti soggetti a pressione, i moduli di valutazione di conformità presuppongono documentazione tracciabile sulla materia prima: il 3.1 è il livello minimo coerente con la maggior parte dei moduli; per categorie elevate o per ispezioni in regime di terza parte si arriva al 3.2.
  • Navale. Capitolati di RINA, Lloyd's Register, DNV, ABS, Bureau Veritas richiedono di norma 3.1 sui componenti in linea fluido e in pressione, con 3.2 a discrezione del registro per impianti critici. Per cantieri italiani (La Spezia, Genova, Ancona, Monfalcone, Trieste, Marghera) il 3.1 è prerequisito di accettazione su raccordi e adattatori in INOX.
  • Chimico e processo. Linee in pressione, scambiatori, recipienti, manifold richiedono 3.1 a partire dalla categoria PED I. Per audit cliente (multinazionali del settore) e per audit di terza parte (Kiwa, Bureau Veritas, TÜV, DNV) la documentazione 3.1 è elemento di qualifica fornitore.
  • Petrolchimico e oil & gas. Capitolati di Eni, Saipem, Snam, TechnipFMC e in generale gli standard NACE MR0175 richiedono 3.1 con dettaglio durezza per servizi sour, e spesso 3.2 per linee a contatto con H2S.
  • Farmaceutico, food, biotech. Audit FDA, EMA e schemi GMP/GFSI/BRC trattano i certificati 3.1 come parte del dossier di qualifica componenti a contatto prodotto.
  • EPC e impianti industriali. I capitolati d'appalto inseriscono 3.1 come baseline contrattuale; il fornitore che non lo emette di serie viene escluso in qualifica.
  • Come riconoscere un 3.1 valido in fase di accettazione merce

    Tre verifiche definiscono se il certificato regge in audit.

    1. Indipendenza del firmatario. Sul certificato deve comparire la qualifica esatta (es. "Quality Assurance Manager") e una dichiarazione esplicita di indipendenza dal reparto produttivo, conforme alla EN 10204 par. 4.2 (definizione del rappresentante autorizzato).
    2. Numero di colata corrispondente. Il numero di colata indicato sul certificato deve coincidere con quello stampigliato o etichettato sul prodotto fisico. La mappatura colata - lotto - pezzo deve essere ricostruibile.
    3. Protocollo o registro interno. Numero univoco del documento, verificabile presso il produttore. Permette di richiedere copia originale anche a distanza di anni e di dimostrare l'autenticità in audit di seconda o terza parte.

    Un certificato senza uno di questi tre elementi non è EN 10204:2004 conforme: è una dichiarazione formale, non un documento di controllo.

    Come richiederlo correttamente al fornitore

    La richiesta deve essere esplicita nell'ordine d'acquisto. Una formulazione tecnica corretta è:

    Per ogni lotto fornito si richiede certificato di collaudo conforme a EN 10204:2004 tipo 3.1, riportante numero di colata, composizione chimica, proprietà meccaniche, riferimento all'ordine cliente, firma del responsabile qualità indipendente dalla produzione. Materiale: AISI 316L (1.4404) [oppure AISI 316Ti (1.4571)]. Documento da consegnare contestualmente alla bolla, in originale firmato.

    In ricezione, il responsabile qualità verifica la corrispondenza colata - lotto, allega il certificato al dossier di componente, archivia secondo procedura ISO 9001:2015 (controllo della documentazione, par. 7.5). Se il fornitore consegna un 2.2 al posto del 3.1 richiesto, la merce è formalmente non conforme: deve essere registrata come NCR e gestita secondo procedura.

    Glossario campo per campo del certificato 3.1

    • Heat Number: numero univoco della colata di acciaieria.
    • Lot / Batch Number: numero del lotto di produzione presso il trasformatore (raccordi, tubi, lamiere).
    • Chemical Analysis: composizione chimica certificata, in percentuale in massa.
    • Mechanical Properties: prove meccaniche.
    • Yield Strength (Rp0,2): carico di snervamento allo 0,2 percento di deformazione permanente.
    • Tensile Strength (Rm): carico di rottura.
    • Elongation (A): allungamento percentuale alla rottura.
    • Hardness: durezza Brinell (HB) o Rockwell (HRB / HRC).
    • Impact Test (KV): prova di resilienza Charpy V.
    • Heat Treatment: trattamento termico applicato (es. solubilizzazione 1040 - 1100 °C per AISI 316L).
    • NDT (Non-Destructive Testing): prove non distruttive eseguite (PT, UT, RT, MT).
    • Inspection Authority / Authorised Representative: rappresentante qualifica indipendente che firma.
    • Marking: come il prodotto è stato marcato per la rintracciabilità fisica.

    EN 10204 e ISO 9001:2015: perché vanno letti insieme

    La EN 10204 dice quali documenti il produttore deve emettere. La ISO 9001:2015 dice come il produttore organizza il sistema qualità che rende quei documenti credibili. Sono norme complementari, non alternative.

    La ISO 9001:2015 è la quinta edizione dello standard internazionale per i sistemi di gestione della qualità, basata sull'approccio per processi e sul ciclo Plan-Do-Check-Act. Le clausole auditabili (4-10) coprono contesto, leadership, pianificazione, supporto, attività operative, valutazione delle prestazioni e miglioramento. Per un produttore di raccordi INOX questo significa procedure documentate per controllo della documentazione, gestione dei lotti, qualifica fornitori, controllo dei processi speciali, gestione delle non conformità, taratura della strumentazione: tutto ciò che dà sostanza al certificato 3.1.

    Senza un sistema qualità ISO 9001:2015 attivo e dimostrabile, un certificato 3.1 è una firma su un foglio. Con il sistema dietro, il certificato è la sintesi documentale di un processo controllato.

    Domande frequenti

    Il certificato EN 10204 3.1 è sempre obbligatorio?

    No. Dipende dal capitolato d'acquisto, dal settore e dalla normativa applicabile. Per applicazioni domestiche o industriali a bassa criticità può bastare un 2.2. Per attrezzature in pressione coperte dalla direttiva PED 2014/68/UE, per applicazioni navali (RINA, Lloyd's, DNV, ABS, BV), chimiche, petrolchimiche e farmaceutiche il 3.1 è di norma richiesto come baseline contrattuale.

    Quanto dura nel tempo un certificato 3.1?

    Il certificato EN 10204 3.1 non scade. Attesta le caratteristiche del materiale al momento della produzione e delle prove e resta valido per tutta la vita di servizio del componente, purché in azienda venga mantenuta la tracciabilità fisica colata - lotto - pezzo.

    Il 3.1 in formato digitale è equivalente al cartaceo timbrato?

    Sì. La EN 10204:2004 ammette entrambi i formati. Un PDF firmato digitalmente secondo eIDAS ha lo stesso valore probatorio del cartaceo timbrato e firmato. Molti capitolati richiedono comunque l'originale firmato consegnato contestualmente alla bolla.

    Qual è la differenza pratica tra il certificato 3.1 e il 3.2?

    Entrambi riportano prove specifiche sul lotto fornito. Il 3.1 è firmato dal responsabile qualità del produttore, esplicitamente indipendente dal reparto produttivo. Il 3.2 aggiunge la controfirma di un ispettore esterno (ente di classificazione come RINA, Lloyd's, DNV, ABS, Bureau Veritas, ente notificato in regime PED, o ispettore del committente). Il 3.2 si richiede solo quando il capitolato lo prevede esplicitamente o in presenza di attrezzature a rischio elevato.

    L'MTR americano (ASTM A961) è equivalente al 3.1 europeo?

    Funzionalmente sì: entrambi documentano prove specifiche sul lotto consegnato con tracciabilità di colata. Formalmente i capitolati UE possono richiedere una dichiarazione di equivalenza tra MTR ASTM A961 e EN 10204 3.1, in particolare nei settori PED e navale. Per export extra-UE è prassi fornire il 3.1 in versione bilingue italiano-inglese.

    Cosa deve verificare il responsabile qualità in accettazione merce su un 3.1?

    Tre elementi: corrispondenza tra numero di colata sul certificato e marcatura sul prodotto fisico, firma del responsabile qualità con qualifica esplicita e dichiarazione di indipendenza dalla produzione, numero di protocollo o registro interno univoco verificabile presso il produttore. In assenza di uno dei tre, il certificato non è EN 10204:2004 conforme.

    AERTUBI rilascia, su richiesta, il certificato 3.1 su richiesta?

    Sì. AERTUBI rilascia il certificato EN 10204:2004 tipo 3.1 su richiesta su tutti i raccordi, adattatori e interlock prodotti in AISI 316L (1.4404) e AISI 316Ti (1.4571), senza costi aggiuntivi e senza tempi di attesa. Il sistema qualità aziendale è certificato ISO 9001:2015 da Kiwa Cermet. Su richiesta è disponibile il 3.2 con ispezione RINA, TÜV o Bureau Veritas.

    AERTUBI e la documentazione di controllo

    AERTUBI produce raccordi, adattatori e interlock in AISI 316L (1.4404) e AISI 316Ti (1.4571) per cantieri navali, impianti chimici e petrolchimici dal 1995. La sede di Villanova di Castenaso (BO) lavora con un sistema qualità ISO 9001:2015 certificato Kiwa Cermet (aggiornamento dicembre 2023). Tutti i raccordi prodotti sono accompagnati, su richiesta, da certificato EN 10204:2004 tipo 3.1, con tracciabilità diretta colata - lotto - pezzo. Per esigenze di capitolato che richiedano validazione di terza parte, è disponibile il 3.2 con RINA, TÜV o Bureau Veritas.

    aertubi